La favola del Re dei virus

(Libro)

 

 

 

 

Da qualche mese gira su Internet una storia molto strana e curiosa. Non ricordo chi l’abbia iniziata a scrivere, so solo che tanti altri autori vi hanno aggiunto - e vi continuano ad aggiungere giorno per giorno – “del proprio”… fino a che l’hanno fatta diventare una storia lunghissima, praticamente una telenovela. È una storia così bizzarra, assurda e incredibile da rasentare l’idiozia, solo che… nessuno di questi “mille autori” ha il coraggio e l’onestà intellettuale di confessare che non si tratta di una storia vera, ma solo di una favola. E allora, io mi sono permesso di riscriverla in tale forma (così com’è giusto che sia), in modo che un domani i nostri nipoti possano leggerla di sera ai loro nipotini.

 

Signore e signori, ecco a voi…

 

 

La favola del Re dei virus

 

 

C'era una volta… tanto, tanto tempo fa, un orco molto cattivo! Anzi, a dire il vero non si trattava di un orco solo, ma di un gruppo di cattivissimi orchi. Un brutto giorno, più arrabbiati che mai, organizzarono un convegno.

 

«Esimi colleghi…» tuonò il presidente dell’Associazione degli Orchi «Bisogna elaborare un sistema affinché si possa riuscire a controllare totalmente tutta la popolazione della Terra: ci sono ancora tanti che si ribellano, che non si comportano come schiavi, che non si piegano ai nostri voleri e che non credono al nostro “disinteressato amore verso di loro”.»

 

«Ah, ah, ah!» risero tutti sguaiatamente.

 

«Già!» rispose il segretario «Non solo non ubbidiscono, ma non lavorano nemmeno come forsennati per acquistare i nostri prodotti. Dobbiamo fare qualcosa! C’è qualcuno che ha una proposta decente da fare?»

 

«Io…» balbettò timidamente un vecchio orco dell’est «Sono sempre dell'idea che i microchip siano la soluzione migliore!»

 

«Mio caro amico, ne abbiamo già parlato più volte!» ribatté il presidente «E sempre siamo stati costretti ad accantonare quest’idea perché… perché non abbiamo mai trovato un modo pratico con cui impiantarli, con cui inserire quei microchip nel corpo degli uomini.»

 

«Eh sì!» riprese il segretario «Non lo si può fare con la forza: sette miliardi di persone sono un po' troppe anche per noi! Ci sarebbero continue rivolte in ogni parte del mondo!»

 

«Mi permetto di riproporla perché credo di aver trovato una soluzione!»

 

«Ah! E quale sarebbe questa soluzione?»

 

«Far sì che ogni persona DESIDERI ARDENTEMENTE il proprio microchip!»

 

«…E come pensi di riuscirci?»

 

«Con la PAURA!»

 

«Spiegati meglio!»

 

«È semplice! Bisogna impaurire così tanto la popolazione che sarà essa stessa a richiederlo.»

 

«??? Ancora non capisco!»

 

«Dunque... sappiamo benissimo che la gente ha paura della morte, del dolore e della malattia! Ogni volta che sta male… corre dal medico, corre in farmacia, corre in ospedale! Ebbene… noi potremmo mettere in giro la voce che “Finalmente gli scienziati hanno scoperto la medicina del futuro: un modo per curare - all'istante e a distanza - qualsiasi malattia che possa mai colpire un uomo!”

 

«La faccenda si fa interessante, ma… continua! C’è ancora qualcosa che mi sfugge!»

 

«Diremo che da qualche parte della Terra abbiamo istituito un “Centro Medico Internazionale” gestito da un “Supremo Comitato Scientifico”… cioè la creme de la creme della scienza internazionale. Ogni persona, grazie a questo microchip, sarà in costante collegamento elettronico con questo Centro Medico, e ogni qualvolta che avvertirà anche un minimo malanno… il Centro Medico lo rileverà immediatamente e - all'istante e a distanza - le invierà un segnale elettronico che la guarirà istantaneamente.»

 

«Bello!!! Ma tu sei un genio!!! Sei un genio del male!!!»

 

«Modestamente mi chiamavano “Il piccolo Satana”.»

 

«Ah, ah, ah!» Tutti risero con gusto.

 

«Scusate se interrompo il vostro entusiasmo…» intervenne il segretario «ma… hai detto che li convinceremo con la paura! In che modo pensi di farlo? Come si può riuscire a farli impaurire fino al punto di fargli richiedere il microchip? Ti ricordo che sono sette miliardi: un tantino troppi!»

 

«Beh, ovviamente serve un po’ di tempo: bisogna farlo un po’ alla volta! Ascoltate la mia idea. Si potrebbe creare un virus in laboratorio, uno di quei virus tosti, tosti, tosti (il più pericoloso che possa mai esistere: praticamente il Re dei Virus)… con cui infettare un po’ di persone e poi mandarle in giro per il mondo a fare una strage.»

 

«Ma così facendo non avremmo schiavi… avremmo morti!» urlò un brutto orco dal fondo della sala.

 

«Oh no! Morirebbero in pochi! Purtroppo sappiamo benissimo che il corpo umano è così bravo a sviluppare anticorpi che nel giro di qualche mese si sarà già immunizzato.»

 

«E allora? Che cosa intendi dire?»

 

«Beh, intendo dire che in questa prima “fase/strage”… moriranno solo quelli che sono già indeboliti da altre patologie. Al che - però - molti altri inizieranno ad avere paura (e con la paura, si sa, si indeboliscono le difese immunitarie)… e così inizieranno ad ammalarsi anche loro!»

 

«Sì, va beh… ma facendo così passerà comunque del tempo! E come hai appena detto, un paio di mesi sono più che sufficienti affinché il corpo umano riesca a sviluppare gli anticorpi.»

 

«Giusto! Ed ecco allora che passeremo alla seconda fase: infetteremo un altro po’ di persone e le manderemo nuovamente in giro per il mondo, affinché causino una seconda strage. …E così i Governi saranno costretti a imporre maggiori limitazioni e coprifuochi. …E le persone saranno costrette a vivere imbacuccate in odiose mascherine che non le permetterà di respirare aria pura, ma i propri stessi batteri. …E non saranno permesse le aggregazioni e l’accesso alle scuole, agli spettacoli, agli ospedali, ai mercati… eccetera, eccetera, eccetera! …E la paura collettiva salirà alle stelle e tutti avranno il terrore di baciare, abbracciare, toccare o anche solo incontrare amici e parenti. …E la depressione e lo scoraggiamento sarà all’ordine del giorno fino a che tutti urleranno impazziti che bisogna urgentemente trovare una soluzione. ...E tutti saranno disposti a sottoporsi a qualsiasi trattamento che possa salvarli da questo maledetto virus. …Ed ecco che noi presenteremo finalmente la cura: il farmaco del futuro! Un microchip elettronico sottocutaneo collegato direttamente al “Supremo Centro Medico Internazionale”. Cosa ne dite? …È sottinteso che poi non useremo quel microchip per curarli, ma per costringerli a fare ciò che vogliamo noi.»

 

«Bello! Bello! Bello!» esplose entusiasticamente un orco in terza fila «Ma… ho una domanda! E come faremo con quelli più forti? Cioè con quelli che non si ammalano mai, che non credono a nulla, che protestano sempre?»

 

«Ah, ah, ah… caro amico… “Divide et impera” dicevano gli antichi romani!»

 

«Cioè, cosa significa?»

 

«Dividi un popolo e riuscirai a comandarlo: mettili gli uni contro gli altri! Significa che metteremo i creduloni contro i negazionisti! Significa che saranno i creduloni ad obbligare i negazionisti a sottoporsi al microchip.»

 

«E chi sarebbero questi “negazionisti”?» chiese un piccolo orco di appena 15 anni.

 

«Sarebbero quelli che negano tutto e sempre… anche l’evidenza dei fatti! Sono quelli che inizieranno a urlare come dannati: “Il virus non esiste! È tutta una bugia! È tutto un complotto!” mentre, invece, il virus c’è! Eccome se c’è! Solo che - purtroppo - come ben sappiamo… non esiste e mai esisterà un virus in grado di fare tutti i danni che pubblicizzeremo nel momento in cui inizierà questa campagna! Purtroppo, e ribadisco “purtroppo”, il corpo umano è in grado di sviluppare anticorpi per qualsiasi - dico “qualsiasi” - virus o batterio che possa mai attaccarlo.»

 

«Mi sembra un’idea geniale! Complimenti!» proferì un orco alto tre metri e dall’espressione molto burbera «Ma anch’io ho una domanda da fare! Chi ci aiuterà a seminare tutta questa paura in giro per il mondo? Chi ci aiuterà a fare questo lavaggio del cervello fino a che tutti gli uomini accetteranno di farsi installare spontaneamente il microchip?»

 

«Beh, ovviamente… i giornalisti!»

 

«Eh no, io non voglio sborsare soldi, eh!? Ve lo dico subito!» sbottò l’altissimo orco «Non sono per niente d’accordo! Non voglio pagare nessuno! Poiché tutti noi lo facciamo per “volontariato”… anche coloro che collaboreranno a questo progetto lo devono fare gratuitamente! Chiaro?»

 

«Oh, ma loro non vogliono soldi!»

 

«Come, come, come? Stai cercando di dirmi che i giornalisti non lo faranno per soldi?»

 

«E certo che sì! Forse non sai, caro amico, che i giornalisti che scrivono per soldi sono solo una netta minoranza: solo quei pochi poveracci che devono portare il pane a casa! La maggior parte di essi saranno strafelici di darci una mano!»

 

«E perché mai dovrebbero aiutarci?»

 

«Perché? …Perché sono delle anime così sporche che godono solo quando riescono a seminare paura e odio fra i loro simili!»

 

Fortunatamente, ogni medaglia ha sempre due facce:

se c’è il male ci dev’essere per forza anche il bene!

 

In ogni favola che si rispetti, infatti,

così come ci sono gli orchi cattivi… ci sono anche le fatine buone!

 

Ed è così anche per questa nostra favola.

 

«Purtroppo… c’è un problema!» riprese l’orco dell’est «Purtroppo… non tutti i giornalisti sono disposti a collaborare con noi! Purtroppo… anche fra loro ci sono quelli che non credono per niente nel nostro “caritatevole buon cuore”!»

 

«Ah, ah, ah! Tutti risero nuovamente!»

 

«Fra questi, ovviamente, ci sono quei rompiscatole dei ribelli negazionisti, ma - purtroppo - ci sono anche gli incorruttibili, quelli con la “coscienza pulita”, quelli che veramente fanno buona informazione! In altre parole… quelli che - nonostante secoli di influenze malvagie da parte nostra per renderli confusi riguardo all’esistenza - hanno comunque mantenuto un quoziente di intelligenza superiore alla media. Che siano maledetti! E purtroppo… anche loro sono degli influencer, degli opinion leader, dei Vip. Ma fortunatamente per noi, ciò che scrivono viene letto solo da quelli come loro: negazionisti e intelligentoni (che per fortuna non superano il 30% della popolazione). Infatti, proprio a causa di questa “differenza di intelligenza”, non vengono compresi e seguiti dai creduloni addomesticati, che addirittura li guardano con sdegno e antipatia. Quindi ce la potremmo fare!»

 

«E se neanche con la seconda fase/strage dovessimo riuscirci? E se neanche stavolta gli uomini richiedessero il microchip?»

 

«Ne faremo una terza! E se dovesse servire… anche una quarta!»

 

«Scusami collega, voglio provare a fare il bastian contrario… a fare l’avvocato del diavolo! Che possibilità hanno gli uomini di sottrarsi a questa specie di “lavaggio del cervello”?»

 

«Nessuna!» asserì categoricamente l’ideatore del piano.

 

«Nessuna, nessuna, nessuna? Ne sei proprio sicuro?» ribatté beffardo il presidente.

 

L’orco dell’est abbassò lo sguardo e timidamente confessò: «Purtroppo ce n’è una. Se quelli più svegli faranno in tempo a contagiare l’intelligenza al restante 70%... questi ultimi ritroveranno la propria capacità di osservare… e in breve non crederanno più ciecamente a ciò che dicono i politici, i giornalisti e la televisione.» quindi tirò un sospiro di sollievo, come chi ha finalmente confessato uno squallido misfatto che da tempo stava tenendo nascosto «…Solo in questo caso il nostro piano fallirà miseramente!»

 

 

E fu così che partì la prima fase/strage di questo diabolico programma: morirono tante persone e la paura si impossessò del mondo. Chiusero le scuole, le fabbriche, i teatri, i ristoranti, le discoteche, le case, le amicizie, gli amori… e per alcuni mesi la vita sociale dell’uomo si fermò.

 

Inizialmente le città apparvero deserte e silenziose, ma poi pian piano iniziarono a popolarsi di strane creature: gli animali! Che dopo chissà quanto tempo tornavano finalmente a riappropriarsi dei loro spazi: non solo insetti, topi e uccelli, ma anche volpi, istrici, caprioli, orsi, lupi, cinghiali… e c’è qualcuno che addirittura giura di aver visto anche squali, delfini e balene nuotare beatamente nel Golfo di Napoli.

 

Nel vedere quelle scene paradisiache, notoriamente presenti solo sulle copertine delle riviste dei Testimoni di Geova, ogni libero pensatore avanzò la propria tesi: chi sosteneva che si trattasse di una punizione divina; chi ipotizzava una rivolta di Madre Natura; chi asseriva che non era altro che bieca irresponsabilità umana… ma nessuno, nessuno, nessuno sospettava minimamente che esistesse l’Associazione degli Orchi, e tantomeno che fosse al di sopra degli Stati e dei Governi della Terra.

 

E fu così che ogni amata casa, costruita con immani sacrifici familiari… divenne improvvisamente un’odiata galera, e i nostri sfortunati protagonisti si ritrovarono confinati in uno spazio angusto, delimitato solo dal divano, dal frigorifero e dal televisore. E le giornate di chi non aveva mai avuto tempo per far niente… divennero tristemente lunghe e interminabili. Molti ingrassarono smodatamente, assumendo quasi la forma della poltrona, e quasi tutti diventarono “TV dipendenti”… ingurgitando h24 notiziari che vomitavano in continuazione messaggi di paura e di morte con il solo fine di imprimere nella mente di ognuno che anche un timido e affettuoso abbraccio poteva essere fatale.

 

Ma, com'era prevedibile, molti non si ammalarono… e anche se obbligatoriamente venivano sottoposti a un bizzarro e veloce esame medico denominato tampone… risultavano contagiati, ma non malati! E allora gli orchi cattivi, per utilizzarli come deterrente, inventarono una nuova e raccapricciante parola: asintomatico! E la gente ebbe terrore anche di questo nuovo termine, perché la perfida TV ricordava continuamente che “Gli asintomatici sono pericolosissimi, perché anche se non muoiono loro… possono far morire te!”

 

E come previsto dall’Associazione degli Orchi… la popolazione iniziò a dividersi in due fazioni, l’una contro l’altra. Da una parte un 50% di “creduloni” e dall’altra un 50% di… eh no, miei cari amici, non di “negazionisti” o di “intelligentoni”, ma di persone comuni che semplicemente si erano rotte le scatole di tutte quelle limitazioni e se ne strafottevano altamente dei rischi tanto pubblicizzati dai politici, dai giornalisti e dai “creduloni”!

 

Sapete per quale motivo? Non solo perché le comunicazioni dei fedeli e squallidi servitori degli orchi risultavano molto spesso inesatte, contraddittorie o non rispettanti il comune senso della più elementare logica, ma anche e soprattutto perché… gli italiani iniziarono a seguire l’esempio di Ciccillo Montanaro.

 

Chi era Ciccillo? Un arzillo ottantenne milanese di origini calabresi, cicciottello e col sorriso stampato sul viso. Una bella sera, partecipando come spettatore a un talk show, improvvisamente si alzò in piedi, si liberò della mascherina, la gettò a terra, la calpestò con soddisfazione e con un accento mezzo settentrionale e mezzo meridionale disse con la serenità negli occhi:

 

«Non so ancora quanto mi resta da vivere…

ma comunque sia preferisco morire per aver abbracciato una persona amata

piuttosto che averne paura e pensare che possa essere proprio lei a togliermi la vita!

 

L’amore è superiore a tutto, anche alla morte!»

 

 

Ed eccoci anche giunti al termine della nostra favola... anzi no, delle nostre favole! Perché in effetti si tratta di due favole che si sono intrecciate: una raccontata dai “creduloni” e l’altra dai “negazionisti”.

 

Certamente qualcuno si chiederà:

 

«Ma quale delle due riporta la verità?»

 

«Come va a finire questa storia?»

 

«Qual è la morale di questa favola?»

 

Boh!? Sembrerebbe che non ci è dato di saperlo!

 

Perché? Beh, semplicemente perché gli autori non l’hanno ancora finita di scrivere!

 

Ma poiché io devo comunque terminare questo racconto... vi saluto con una frase dello scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton:

 

«Le favole dicono più che la verità,

e non solo perché raccontano che i draghi esistono,

ma anche perché affermano che si possono sconfiggere.»

 

Enzo Carro

 

Napoli, 15 settembre 2020

 

 

 

Enzo Carro - Tel. 339/1918246 info@enzocarro.it

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